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rossetto e amatriciana

cucinare amando

Amare è…

vero-amore

Amare è spogliarsi dalle maschere, non aver paura di mostrare il lato più fragile di sé, scambiarsi le imperfezioni che rendono unico qualcuno e al tempo stesso così diverso da tutti gli altri, fuggire via quando si è arrabbiati per poi tornare e calmare la scintilla in un abbraccio. Amare è abbandonarsi, totalmente. Amare è scegliersi ogni giorno, nonostante gli sbagli, le paure, gli impegni. Amare è trasformare la monotonia in arcobaleno.

Tiramisù per iniziare col piede giusto

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L’attesa del piacere è essa stessa il tiramisù che riposa in frigo.

Siete spossati dal lungo week-end appena terminato e non avete voglia di ricominciare domani da un martedì travestito, in realtà, da lunedì? Che ne dite di un bel Tiramisù come si deve?

Vi state già leccando i baffi, dite la verità. E vi state anche domandando come fare per preparalo al meglio? Innanzitutto, per realizzarlo seguendo la ricetta della tradizione avrete bisogno di savoiardi, liquore, caffè, uova, zucchero, cacao amaro e Mascarpone, per il quale consiglio quello Santa Lucia. Con questi ingredienti e seguendo i suggerimenti riuscirete a dar vita al più classico dei classici della pasticceria italiana. Soffice e super cremosa, questa prelibatezza è anche facile da preparare e viene annoverata tra i dessert più golosi della nostra tradizione dolciaria.

Ingredienti

Uova 6 medie
Zucchero 120 g + 2 cucchiai per il caffè
Mascarpone 500 g
Caffe q.b per bagnare i savoiardi
Cacao in polvere q.b per spolverizzare il tiramisù
Cioccolato in scaglie q.b. per ricoprire il tiramisu
Savoiardi 400 g

Procedimento

Per preparare il tiramisù, dividete gli albumi dai tuorli, aggiungete ai tuorli metà dello zucchero e montate con uno sbattitore elettrico dotato di fruste fino ad ottenere un bel composto chiaro, spumoso e cremoso.

Aggiungete il mascarpone al composto di tuorli, quindi occupatevi degli albumi: montateli, aiutandovi con una planetaria o sempre con uno sbattitore elettrico, e quando saranno semimontati aggiungete l’altra metà dello zucchero a pioggia e continuate a montare finchè non saranno a neve ben ferma. Una volta che gli albumi saranno montati alla perfezione aggiungeteli al composto di tuorli, zucchero e mascarpone. Fate questa operazione delicatamente, mescolando dal basso verso l’alto, con un cucchiaio in modo da non smontare gli albumi.

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Ora che la crema è pronta, disponetene un cucchiaio sul fondo di ogni coppetta, oppure in un’unica teglia, passate i savoiardi nel caffè facendo attenzione a non inzupparli troppo, quindi sistemateli nella coppetta tagliandoli secondo la forma del contenitore.

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Disponete un cucchiaio di crema sopra i savoiardi, livellate la crema e ricoprite con un altro strato di savoiardi imbevuti nel caffè se i primi li avete disposti verticalmente,  questi ultimi poneteli orizzontalmente (e viceversa), livellate bene e spolverizzate con il cacao amaro in polvere. Se volete potete cospargere la superficie della coppetta con qualche ricciolo di cioccolato. Riponete in frigo per qualche ora per far compattare il dolce e… buon appetito!

Consiglio: Siccome non vengono cotte, è molto importante verificare la freschezza delle uova mettendole in una bacinella piena d’acqua: se l’uovo si adagia sul fondo significa che è fresco! Per dare un sapore un po’ più deciso al vostro Tiramisù potete correggere il caffè con mezzo bicchierino di liquore, meglio se rum, marsala all’uovo o liquore al caffè. Se volete rendere il vostro tiramisù ancora più goloso potete cospargere anche il primo strato con il cacao amaro in polvere!

 

Cacao e amarene per un tuffo in paradiso

Se c’è qualcosa che mette tutti d’accordo, quella è la cioccolata. Alzi la mano chi non ha mai mangiato la crema di nocciole al cioccolato senza rimanerne estasiato. Spalmata sul pane, sui biscotti o sulle fette biscottate, ingrediente prezioso per torte e dolci sfiziosi, la crema di nocciole è facilissima da realizzare in casa. L’unica vera sfida sarà quella di farla durare più di un paio di giorni! Nella mia credenza ad esempio dura a malapena qualche minuto, giusto il tempo di spalmarla su un delizioso pan di spagna al cacao e finire il resto del vasetto a cucchiaiate!

Ingredienti per la crema di nocciole

150 g di nocciole tostate e spellate
100 g di zucchero (o miele)
200 g di cioccolato fondente in piccoli pezzi
160 ml di latte
90 ml di olio extravergine d’oliva o di semi di arachidi

Procedimento

Nel mixer tritate le nocciole e lo zucchero fino a formare un composto molto friabile. Unite i pezzetti di cioccolato fondente e continuate a tritare finché non otterrete un impasto simile alla farina. In un pentolino versate il latte e l’olio e fate cuocere a fiamma bassa.

Se avete optato per il miele al posto dello zucchero, questo è il momento di unirlo. Mescolate per un minuto in modo da far amalgamare bene il tutto e poi aggiungete il composto di nocciole e cioccolata continuando a mescolare senza mai arrivare a bollore. Dopo una decina di minuti circa, la vostra crema di nocciole al cioccolato sarà pronta: versatela in un vasetto di vetro sterilizzato con chiusura ermetica e lasciate freddare. Ricordatevi di conservarla in frigorifero.

Per la torta al cioccolato

300 g di farina 00 (ma potete anche comprare la confezione al cacao Perugina di Buitoni)
200 g di zucchero semolato
4 uova intere medie
5 cucchiai di cacao amaro
120 ml di latte tiepido
150 ml di olio di semi di mais
1 bustina di lievito per dolci
burro + farina per lo stampo
2 cucchiai di nutella (a piacere)

Per guarnire

Sciroppo di amarene

Procedimento

Preparate la crema alle nocciole con largo anticipo, così al momento di realizzare la torta sarà fredda al punto giusto, a temperatura ambiente.

Accendete il forno a 180° in modalita statica; imburrate e infarinate lo stampo. Setacciate la farina con il cacao ed il lievito. Nella ciotola dello sbattitore mettete le uova e lo zucchero, con le fruste elettriche alla massima velocità lasciate montare il composto fino a che sarà gonfio e spumoso, abbassate le fruste al minimo ed aggiungete a cucchiaiate farina e cacao, alternando con l’olio ed il latte, mescolate fino ad avere un composto cremoso. Aggiungete i due cucchiai di nutella e continuate a mescolare.

Versate il composto nello stampo e infornate già a temperatura per 35′ circa: dipende sempre dal forno. A cottura, lasciate ancora per 15′ la torta in forno spento con lo sportello del forno semi chiuso. Sfornate la torta e lasciatela raffreddare su una gratella. Servite la torta al cioccolato con crema di nocciola e guarnite con una colata di sciroppo di amarene. E’ ottima anche al naturale.

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Ops, quasi finita!

Crepes con taleggio, noci e pancetta croccante

In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere.
Daniel Pennac

Utilizziate come primo piatto, o come semplice spuntino quando un orso chiamato fame travolge i sensi, le crepes piacciono a tutti, sono versatili e si possono riempirle con tutti gli ingredienti che più ci piacciono. Io, ad esempio, vado matta per il taleggio abbinato alla fragranza delle noci che, unite, in bocca danno vita a una sinfonia di sapori. E, a che c’eravamo, perché non aggiungere una nota in più? Via libera alla pancetta…

Ingredienti

100 g di farina 00
200 ml di latte
2 uova
un cucchiaino di olio
un pizzico di sale

Per la farcia

80 gr di taleggio
50 gr di noci
besciamella
olio e sale

Per finire

50 gr pancetta

Procedimento

Preparate la pastella per le crepes, sbattendo le uova e aggiungendo pian piano il latte e poi l’olio, versate lentamente il liquido in una terrina con la farina e il sale, continuando a sbattere per evitare la formazione di grumi (questa operazione può essere effettuata anche con l’aiuto del frullatore, in modo da ottenere un composto liscio in pochi secondi). Lasciate la pastella a riposo per circa mezz’ora.

Ungete la padella con poco olio, scaldate bene sul fuoco, dosate la pastella con un mestolo piccolo, versate nella padella e con un movimento rotatorio del polso distribuite sul fondo. Rigirate ogni crepes finché è ben dorata su entrambi i lati. Impilate man mano le crepes poggiandole su un piatto, ungendo sempre la padella prima di versare ancora pastella. Ciascuna crepes deve risultare piuttosto sottile.

Tagliate il taleggio a cubetti. Sgusciate le noci e mettetele metà nel bicchiere del frullatore insieme alla besciamella, facendo frullare per pochi secondi. Ricoprite il fondo di una pirofila con alcuni cucchiai di questa salsa, poi riempire ogni crepes con un cucchiaio di taleggio e la restante parte di noci. Chiudete le crepes e disponete nella pirofila, facendo un solo strato. Soffrigete per pochi istanti la pancetta in olio bollente e disponete su ogni crepes. Spolverate con abbondante parmigiano grattugiato. Cuocete in forno a 200°C per circa 15 minuti.

Divoratele!

Sushi, dalle bacchette al cuore!

C’è chi lo guarda ancora con sospetto preferendo una bella e gustosa amatriciana e chi, invece, preferisce avventurarsi alla scoperta di nuovi sapori e culture, rimanendone affascinato. Signore e signori sto parlando del sushi. Al di là di stereotipi e preconcetti, il sushi è molto, molto di più di chicchi di riso bianco che accompagnano pezzi di pesce e alga, assumendo uno strano ed incomprensibile nome.

Il riso, generalmente bianco, dolce a grano corto, viene cotto e successivamente bagnato con aceto di riso nel quale vengono disciolti zucchero, sale, alga kombu, utilizzata per addolcire le pietanze e sake. Oltre alle ben note proprietà del riso, digeribile, ricco di minerali e proteine ad alto valore biologico e chi più ne ha più ne metta, particolare menzione va fatta per l’aceto di riso. Questo, che nella tradizione giapponese viene usato per la preparazione di un rimedio capace di prolungare la vita, ha attività antibatterica naturale, nonché proprietà digestive e depurative.

Senza dubbio, però, l’aspetto nutrizionale più importante del sushi è costituito dal caleidoscopio di alimenti utilizzati per il condimento del riso, in particolare del pesce: vanno dai più classici tonno e salmone, sino allo sgombro, all’anguilla, all’orata e alla spigola. La ricchezza in omega-3 e in proteine essenziali facilmente digeribili, l’apporto di vitamine e sali minerali e un generalmente basso contenuto calorico, con le dovute eccezioni, rendono il pesce un alimento indispensabile in un regime alimentare che si rispetti.

Ingredienti per 1,1 kg sufficienti per 13 rotoli piccoli e 7 grandi, per circa 4 persone
Riso per il sushi (su, mehi o shari)
120 ml di aceto di riso o di riso scuro
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di sale marino
per il riso:
3 tazze (450 g) di riso giapponese
3 tazze (540 ml) di acqua

Procedimento

Mettete l’aceto di riso, lo zucchero e il sale in un tegame e fate cuocere a fuoco basso finché lo zucchero e il sale non si sono sciolti. State attenti a non farli bollire o il sapore si rovinerà. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Lavate il riso accuratamente per 4 minuti in un setaccio, girandolo gentilmente tra le mani finché l’acqua non è pulita. Scolatelo e mettetelo in un tegame pieno d’acqua. Lasciate riposare per almeno 30 minuti. Si può lasciare anche tutta la notte, ma per un risultato migliore il tempo ottimale è da un minimo di 30 minuti a un massimo di 1 ora. Lasciando l’acqua nel tegame, fate bollire il riso, mettete il coperchio e abbassate la fiamma, lasciando cuocere per 8-9 minuti. Spegnete la fiamma e lasciate riposare coperto per altri 15 minuti. Non sollevate il coperchio.

Mettete il riso in un recipiente piano e largo come un sushi oke o una teglia da forno. Versate sul riso il sushi e amalgamatelo delicatamente con il riso usando un cucchiaio di legno mentre si raffredda, facendo attenzione a non rovinare i chicchi. Potete usare un ventilatore o un asciugacapelli in modalità aria fredda per velocizare il processo di raffreddamento dirigendo il flusso sul riso. Il sushi-su dà più sapore al riso e quel familiare aspetto patinato. Se non volete usarlo subito copritelo con della pellicola trasparente o uno strofinaccio umido in modo che non si asciughi. Lasciatelo in un luogo fresco, ma non in frigo poichè renderebbe dura e secca la consistenza del riso e il sushi-su aiuta a conservarlo. Si conserva per un giorno.

Il galateo del sushi. Strano, ma vero, il sushi si può mangiare con le mani e in un sol boccone. Una volta usate, le bacchette vanno riposte sul tavolo, sul loro supporto e non lasciate nel piatto. Intingere il sushi nella soia, senza farlo sfaldare è un’arte: il segreto è immergerlo poco per volta e dalla parte del pesce, in modo da non ungere il riso. E il wasabi non va mai mixato alla soia: è un’abitudine occidentale, ma la delicata cucina giapponese non apprezza i mix.

Pane, fichi e ‘Insoliti Sospetti’

Vi starete chiedendo cosa potrei mai essermi fumata per aver deciso di cucire insieme nel titolo di questo post due cose che, apparentemente, non c’entrano nulla. Già, nulla, se non la passione per il gusto. Che si trovi a tavola o si scorga tra le pagine di un buon libro, non importa.

E così in questo afoso pomeriggio di agosto sahariano dopo aver riempito il piatto di pane appena sfornato e fichi freschi …

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… mi sono divertita a finire il libro dell’amico, nonché ex caporedattore e maestro insieme a tutti gli altri colleghi di Livesicilia, Salvo Toscano: ‘Insoliti Sospetti’.

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Divertita è proprio un termine che calza a pennello perché, nonostante si tratti di un giallo (che questo genere, confesso, prima d’ora non m’è mai andato giù), appassiona lasciando anche l’impronta di un sorriso. Sfiorando le pagine con gli occhi si viene subito catapultati sul ‘set’: sembra di vederli davvero questi due fratelli seduti nella stanza accanto alla tua, di leggere l’animo di uno (avvocato) che cerca di tirare fuori l’altro (giornalista impenitente ma convertito) da un inghippo grosso quanto un macigno. Pagine che emozionano e fanno compagnia, con leggerezza. Tra una parte e l’altra anche piccole perle alla Lennon&Mc Cartney!!! (Sono stata brava, nessun spoiler Toschi tranquillo!)

Quindi che aspettate…correte a leggerlo!

Quadrotti con mandorle per far tornare il buon umore!

Non c’è uomo che non possa bere o mangiare, ma sono in pochi in grado di capire che cosa abbia sapore”.

I quadrotti con le mandorle, da accompagnare ad un profumato tè o da servire la mattina a colazione, sono una scusa ideale per trasformare i due angoli delle labbra in una piega dolce e far tornare il sorriso, dopo giornate che rischiano di farcelo scomparire. E’ appena sufficiente il profumo che sprigionano dopo essere rimasti pochi minuti in forno. Provare per credere.

Ingredienti

200 g di farina di mandorle
100 g di mandorle in polvere
4 uova
100 g di mandorle a lamelle
100 g di zucchero di canna
zucchero al velo
burro e farina per lo stampo
sale

Procedimento

Sgusciate le uova e separate i tuorli dagli albumi. Lavorate i tuorli con lo zucchero di canna fino a ottenere un composto cremoso e liscio, quindi incorporatevi le mandorle in polvere e la farina. Montate gli albumi a neve con un pizzico di sale e amalgamateli delicatamente all’impasto preparato, mescolando con un movimento dal basso verso l’alto.

Imburrate uno stampo rettangolare di 18×24 cm, spolverizzatelo con poca farina e versatevi l’impasto a cucchiaiate. Cospargete la superficie con le mandorle a lamelle e cuocete la torta nel forno caldo a 180° per circa 45 minuti. Togliete il dolce dal forno, lasciatelo raffreddare, sformatelo e servitelo tagliato a quadrotti. Se vi piace, spolverizzate di zucchero a velo.

Made in Palermo!

Fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa
vedrai che il mondo poi ti sorriderà.
(Pino Daniele)

Odori conosciuti, sapori di casa. Qualunque palermitano che si rispetti sa riconoscere anche ad anni luce di distanza il profumo che si diffonde nell’aria e seduce i sensi, quando si prepara l’impasto della rosticceria e che avvolge la lingua e le papille in un vortice di piacere già al primo boccone. Che siano fritte o al forno le piccole delizie di pasta lievitata ciò che conta è l’amore che si mette nel prepararle. Impossibile non divorare tutto appena pronto. Anche a costo di scottarsi.

Ingredienti

500 gr farina 00

50 gr zucchero

sale

50 gr strutto

25 gr lievito di birra

250 ml acqua

In un robot da cucina mettete la farina setacciata, lo zucchero, il sale, lo strutto e il lievito di birra fatto rinvenire in un pochino d’acqua. Io preferisco impastare alla vecchia maniera ma, se avete poco tempo, il robot è un’ottima alternativa. Lavorate il tutto fino a quando lo strutto non si sarà sbriciolato nella farina poi cominciate ad aggiungere l’acqua a filo.

Quando avrete ottenuto una palla con l’impasto, mettetelo su una spianatoia e cominciate a lavorarlo con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. A questo punto, prendete la bilancia e dividete l’impasto in porzioni da 100 gr. se volete preparare dei pezzi di rosticceria grandi, da 50 gr. se volete realizzare dei pezzi di rosticceria piccoli.

Lavorate ogni pezzo di impasto in maniera tale da formare delle palline che metterete a lievitare per 30 minuti su un canovaccio cosparso con un pochino di farina. Trascorsa mezz’ora circa o, non appena le palline di impasto saranno lievitate, potete cominciare a preparare i pezzi di rosticceria che avete scelto. Una volta preparati, i pezzi di rosticceria vanno fatti lievitare altri 30 minuti prima di procedere alla cottura.

Per le pizzette: prendete una teglia, stendete la carta da forno e sopra formate con l’impasto delle piccole pizzette tonde, quindi spennellatele con un filo d’olio e conditele a vostro piacimento con la passata di pomodoro, la mozzarella e un tocco di pepe. Infornate a 200° e lasciate cuocere almeno 20 minuti, gli ultimi 3 minuti fateli sotto il grill alzando la teglia. Sfornate, stupite tutti i presenti inclusi voi stessi, gustate. E preparate un’altra teglia, subito, perché si diventa dipendenti in fretta.

Per i calzoni al forno: appiattite con le mani l’impasto formando delle pizze di circa 15 cm di diametro con un spessore di 7-8 mm circa. Riempitene solo una metà, lasciando un bordo libero di almeno 1 cm nella parte destinata al condimento per chiudere poi agevolmente il calzoni. Inserite prosciutto cotto a piacere e l’immancabile mozzarella. Chiudete i calzoni adagiando la parte di pasta libera sopra quella ripiena e sigillate bene con le dita il bordo della mezza luna ricavata. Poggiate su una teglia da forno unta con 2 cucchiai d’olio che avrete ben distribuito con le mani e con le mani ancora unte, oleate la superficie dei calzoni fino a renderli lucidi servendovi di un altro cucchiaio d’olio. Cuocete in forno per 25′ a 180° . Sfornate e servite ben caldi.

Per i calzoni fritti: Richiudete il calzone formando una mezzaluna e sigillate bene i bordi, prima esercitando pressione con le dita, poi ripiegate l’impasto verso l’interno e, infine, premete con i rebbi di una forchetta, per evitare che il ripieno fuoriesca durante la cottura. Il ripieno è lo stesso del calzone al forno ma potete sbizzarrirvi e variare a vostro piacimento. Tuffate subito i panzerotti nell’olio bollente, girandoli da entrambi i lati, fino a quando non saranno dorati. Scolateli su carta assorbente e serviteli subito, ancora caldi!

Life is sweet!

Mi perdonerà il super trio Fabi-Silvestri-Gazzè se, per questo post, rubo il nome, su suggerimento di un’amica, ad uno dei loro brani più belli, da loro definito come “un sospiro di sollievo dopo un ostacolo superato, un semplice coro liberatorio che ripetono quelli che hanno oltrepassato un guado, e lo hanno fatto tutti insieme”.

Veniamo a noi. Avrei chiamato questo post “Facemola porca” visto il tenore della torta brownies al cioccolato e nutella ricoperta da gelato alla nocciola, panna e, per finire, una cascata di caramello. Ma, sì, beh magari non era il caso. E così Life is sweet. La vita è dolce.

Ingredienti

2 uova

100 grammi di farina 00

2 cucchiaini di lievito

50 grammi di cioccolato fondente

gocce di cioccolato

120 grammi di zucchero

100 grammi di burro

nutella

Procedimento

Mettere il cioccolato e il burro in una terrina e farli sciogliere insieme a bagnomaria oppure nel microonde, mescolare e farli leggermente intiepidire. Montare le uova con lo zucchero e quando saranno soffici unire il burro ed il cioccolato fondente sciolti, mescolare ed unire anche farina, le gocce di cioccolato ed il lievito. Versare il composto in una tortiera imburrata ed infarinata del diametro di 20 cm.

Far cuocere la torta in forno statico,preriscaldato a 170° per circa 20/25 minuti, regolatevi sempre con i vostri forni. Quando la torta sarà cotta lasciarla raffreddare benissimo e poi toglierla dallo stampo e metterla su un piatto. In una ciotola mettere 3 cucchiai circa di nutella e farla sciogliere leggermente al microonde o a bagnomaria. Versare la nutella sulla superficie del dolce.

Consiglio: Dopo aver preparato questa delizia non vorrete mica lasciarla sola sul piatto…certo anche semplice è una goduria per il palato ma io ho deciso di godermela a pieno!

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