Piano piano, passo dopo passo.
Ho imparato ad amare.
L’ho fatto dimenticando le mie paure,
lottando contro la logica comune,
i cliché, i consigli sbagliati, le parole.
Soprattutto le parole.
E ho imparato ad ascoltare i miei desideri,
a vezzeggiarli. A dar loro forma e colore.
E ho capito che non devi cambiare te stesso
per andare bene agli altri, ma rimanere quel che sei,
con le tue incertezze e quegli occhi perennemente bambini.
‘Andare bene’ poi che brutto termine.
Ci va bene una scarpa o una caprese per pranzo quando il tempo è limitato.
Le persone non devono andarci bene, le persone vanno amate.
Ognuno di noi merita di amare e di esserlo a sua volta.
Ho imparato ad amare quando ho iniziato ad amare me stessa.
Quella è la parte più difficile.
Perché stare con qualcuno non deve essere uno status quo,
la certezza di un appiglio sicuro nel mare in tempesta della vita.
In quel caso non si ama, si sta semplicemente accanto.
Amare qualcuno è un’altra cosa, è un universo indefinibile
di emozioni, e sensazioni, e passione, e tormenti, e sorrisi.
E battiti.
E’…semplicemente amore.

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