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rossetto e amatriciana

cucinare amando

Ho imparato ad amare quando ho iniziato ad amare me stessa

Piano piano, passo dopo passo.
Ho imparato ad amare.
L’ho fatto dimenticando le mie paure,
lottando contro la logica comune,
i cliché, i consigli sbagliati, le parole.
Soprattutto le parole.
E ho imparato ad ascoltare i miei desideri,
a vezzeggiarli. A dar loro forma e colore.
E ho capito che non devi cambiare te stesso
per andare bene agli altri, ma rimanere quel che sei,
con le tue incertezze e quegli occhi perennemente bambini.
‘Andare bene’ poi che brutto termine.
Ci va bene una scarpa o una caprese per pranzo quando il tempo è limitato.
Le persone non devono andarci bene, le persone vanno amate.
Ognuno di noi merita di amare e di esserlo a sua volta.
Ho imparato ad amare quando ho iniziato ad amare me stessa.
Quella è la parte più difficile.
Perché stare con qualcuno non deve essere uno status quo,
la certezza di un appiglio sicuro nel mare in tempesta della vita.
In quel caso non si ama, si sta semplicemente accanto.
Amare qualcuno è un’altra cosa, è un universo indefinibile
di emozioni, e sensazioni, e passione, e tormenti, e sorrisi.
E battiti.
E’…semplicemente amore.

Salame di cioccolato: un attentato alla linea ma che bontà!

Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare.
(George Bernard Shaw)

Il salame di cioccolato rientra senza ombra di dubbio in questa categoria. Il gusto forte del cacao unito alla croccantezza dei biscotti secchi e al sapore inconfondibile del burro lavorato a mano dà vita a una ricetta casalinga dal successo assicurato. Come resistere?

Ingredienti

300 gr di biscotti secchi (tipo Oro Saiwa)
150 gr di burro
100 gr di cioccolato fondente
100 gr di cioccolato al latte
2 uova
100 gr di zucchero
cacao q.b
zucchero a velo q.b

Procedimento

Sbriciolate grossolanamente i biscotti secchi (noi abbiamo utilizzato gli Oro Saiwa). Fatelo con le mani e non con il minipimer, poichè i pezzi si dovranno sentire all’interno del salame. Intanto mettete a sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria. Mentre il cioccolato si scioglie, montate il burro a crema. Per fare questa operazione, il burro deve essere già sufficientemente morbido, tanto da poterlo lavorare bene con una forchetta o una spatola di silicone.

Aggiungete lo zucchero e dopo le uova. Amalgamate bene fino ad ottenere una crema omogenea. Riprendete la cioccolata fusa (ma che avrete lasciato raffreddare) e unitela, insieme all’impasto, ai biscotti spezzettati. Una volta che avrete amalgamato per bene il composto, l’impasto per il vostro salame sarà pronto. Ponetelo su un foglio di carta da forno e cercate di dargli una forma cilindrica quanto più regolare possibile, aiutandovi con le mani e con la spatola e cospargetelo di zucchero a velo. Arrotolatelo nella carta forno fino a formare una grossa caramellona cilindrica. Stringete bene ai lati e quindi arrotolatelo alla stessa maniera anche in un foglio di alluminio. Mettetelo a riposare in frigorifero per almeno 4 ore.

Una volta indurito tiratelo fuori dal frigo, eliminate l’alluminio e cospargetelo con il cacao e un altro po’ di zucchero a velo. Il salame ora è pronto per essere servito a fette, proprio come fosse un salame vero.

Il consiglio: Se volete rendere ancora più ricco il vostro salame di cioccolato potete aggiungere delle nocciole tritate e della frutta candita, eliminando il corrispondente peso di biscotti secchi.

Curiosità: Se volete preparare il salame di cioccolato con largo anticipo, potete farlo e poi congelarlo, ricordandovi però, una volta scongelato, di non riporlo più nel freezer ma nel frigorifero.

Le Cremolose, dolci peccati di gola

Non ha la corposità di un gelato, né le fredde spigolature della granita o il sapore vellutato del sorbetto. È una via di mezzo, quella dove, dicevano gli antichi, sta la virtù. Sto parlando della ‘Cremolosa’ un piccolo peccato di gola divenuto un cult nell’estate palermitana, ideato nel locale di piazza Alberico Gentili, da cui prende il nome. Posto di fronte il cuore verde della Palermo bene (il Giardino Inglese), l’antico chioschetto è affollato soprattutto per l’after dinner.

E così, dopo aver sentito tanto parlare di queste delizie dalla descrizione indefinita, spinta dalla curiosità sono andata a indagare insieme al mio fidanzato che come me condivide la passione per le leccornie e… ne sono rimasta piacevolmente colpita.

Che sapore hanno? Il gusto è intenso e cremoso e pieno di pezzettini del prodotto scelto, frutta fresca o scaglie croccanti di quella secca. Io ho preso i gusti Frutta secca mix e anguria, lui pistacchio e cocco. Consigliatissimi anche i gusti nocciola, pinoli e arancia rossa siciliana. I prezzi vanno dai 3 euro per il formato piccolo ai 5 euro per quello grande.

Che dire. Le Cremolose sono state promosse a pieni voti!

Orecchiette, passione a tavola!

Orecchiette, ciliegino, basilico e mozzarella! Insomma una caprese, ma con la pasta. Un piatto semplice e gustoso che riesce a sprigionare profumi e sapori unici. Ho voluto aggiungere un po’ di pecorino che, con la sua sapidità, fa risaltare ancora di più i sapori mediterranei.

Ingredienti

400 g di orecchiette
200 g di mozzarella di bufala
450 g di pomodori ciliegini
50 g di pecorino romano
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 pizzico di peperoncino
30 g di basilico
sale q.b.

Procedimento

Tagliate 450 g di ciliegini a quarti, salateli e conditeli con 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva, un pizzico di peperoncino e abbondante basilico, spezzettato con le mani (quanto? un pacchetto del supermercato: 30 g circa). Mettete sul fuoco l’acqua per la pasta. Sbriciolate grossolanamente 50 g di pecorino romano.

Tagliate una mozzarella di bufala a dadini grandi come un’orecchietta, più o meno: non si chiede la perfezione ma una buona approssimazione, quella sì. Cuocete le orecchiette. Scolatele, tenendo da parte un po’ d’acqua di cottura. Riversatele nella pentola e conditele con 3 cucchiai d’olio. Aggiungete i pomodorini.

Fate andare la pasta per pochi minuti, bagnandola con qualche cucchiaio di acqua di cottura. Aggiungete ora il pecorino e la mozzarella, mescolate appena e servite. I formaggi avranno appena iniziato a fondere, mantenendo però ancora un po’ di corpo.

Se ci credi meriti di essere felice

Non lasciare che qualcuno abbia la facoltà di uccidere i tuoi Sogni.
Mai. Sii più forte di quanto credi di essere, sii più coraggioso di quanto gli altri credono che tu sia, sii più passionale. Sii tenace. Lasciarsi demoralizzare significherebbe uccidere una cosa forte, fortissima, che non ha nulla a che vedere con la ragione. È come se un giorno, di punto in bianco, ti dicessero che l’amore non esiste, ti convincerebbero a farlo uscire dalla tua vita.
Ma senza amore non si vive, senza passione non si vive. E allora, ripeto, sii tenace. Non creare un alibi ai delitti del cuore. Se ci credi tutto è più semplice. Se ci credi tutto è possibile. Se ci credi meriti di essere felice.

Il risotto della felicità

La felicità a volte la trovi dietro l’angolo. E’ un sapore, un odore, un colore. Un’emozione.

Il risotto al salmone è uno dei mie piatti preferiti, forse quello che in assoluto ha rapito il mio cuore sin dal primo contatto dei chicchi con le labbra e la gola. La ricetta prevede pochi ingredienti ma è importante utilizzare alimenti freschi per esaltare al meglio il sapore raffinato di questo piatto.

Ingredienti

per il brodo vegetale:

2 carote
1 costa di sedano
1 cipolla

per il risotto:

300 gr. riso carnaroli
8 fette di salmone affumicato
1 scalogno
1/2 bicchiere di vino bianco
burro
trito di prezzemolo
scorza di limone grattugiata
sale
pepe

Procedimento

Riempite una pentola con 2 litri d’acqua, aggiungete carote, sedano e cipolla e mettetela a bollire per un’oretta… vi servirà per la cottura del risotto. In una padella o casseruola sciogliete una noce di burro, aggiungete il salmone affumicato a fettine e rosolatelo. Togliete dal fuoco e tenete il salmone da parte.

Nella stessa casseruola aggiungete un’altra noce di burro insieme al trito di cipolla o scalogno. Lasciate soffriggere a fiamma bassa per un paio di minuti poi, quando la cipolla si ammorbidisce, aggiungete il riso e tostatelo per un paio di minuti. Sfumate con il vino bianco e quando l’alcol sarà evaporato unite un mestolo di brodo vegetale alla volta.

Aggiustate di sale e proseguite con la cottura del risotto aggiungendo acqua bollente quando necessario. Quando mancheranno 5 minuti alla fine della cottura aggiungete il salmone affumicato, mescolate e continuate la cottura. A cottura ultimata, togliete il risotto dal fuoco ed aggiungete una noce di burro, il trito di prezzemolo e la scorza di limone grattugiata. Mantecate il risotto. Per rendere il risotto al salmone ancora più gustoso è possibile mantecarlo con un burro aromatizzato alle erbe dai profumi molto delicati. Finite il vostro risotto al salmone affumicato decorando con trito di prezzemolo e scorza di limone grattugiata.

Il consiglio per una figura da star: Ponete su ogni piatto un’arancina al salmone dorata e croccante.

Ingredienti

1 kg di riso
1 confezione di salmone affumicato, ca 200 gr
Besciamella (versione Araba Felice)
Formaggio tipo galbanino
Pepe nero
Farina 00
Mollica (pan grattato)

Procedimento

Fate cuocere il riso e lasciatelo a scolare. Preparate nel frattempo la besciamella, che servirà per insaporire il riso e come collante, sia per la preparazione del condimento. Quindi, mettete dei cucchiai di besciamella nel riso, fino a quando questo non apparirà ben amalgamato. Aggiungete alla besciamella il salmone precedentemente sminuzzato e un pizzico di pepe nero.

Spezzettate il formaggio a dadini. Preparate in una ciotola la pastella con acqua e farina, che risulti essere abbastanza densa. In un’altra ciotola, infine, versate la mollica che servirà per impanare l’arancina.

Prendete del riso in una mano, fate un leggero incavo, inserite il composto besciamella-salmone e dei dadini di formaggio, quindi richiudete con altro riso, passate nella pastella e poi nella mollica. Lasciate riposare qualche minuto, poi friggete in abbondante olio bollente.

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Che aspettate a divorare tutto?

“Non mi piace l’idea di essere di qualcuno che non sia tu”.

Sull’amore ho sempre avuto i miei dubbi, fin da bambina. Osservavo le mie amiche piangere di nascosto sui banchi di scuola, e poi le sentivo ridere e le vedevo arrossire se passava il ragazzo per il quale non dormivano la notte, che causava loro tutte quelle pene. Per me erano tutti uguali, tutti così maledettamente identici, così idioti, già ai miei occhi apparivano idioti, tutti con lo stesso taglio di capelli alla moda, tutti con gli occhi qui e la mente persa in chissà quale gonna. Tutti con le stesse noiose frasi di circostanza. “Sei bella”, “Sei interessante”, “Sei sexy”, “Usciamo stasera?”, “Ti passo a prendere, dimmi solo a che ora?”. E io, convinta, continuavo a ripetere a me stessa e al mondo intero: “Non mi va, lasciatemi perdere, davvero, non mi piace l’idea di essere di qualcuno”.

Adesso ascoltami. Io, non mi innamoro quasi mai, non aspetto sempre e non mi lascio andare praticamente in nessuna circostanza. Ma indovina un po’. Indovina poi cos’è successo. Sei arrivato tu. Già: TU. Con i tuoi modi gentili, gli occhi puliti, le mani a posto, soprattutto le mani a posto, e le parole, poche, ma inserite negli incavi giusti. “Sono una mago” mi hai detto su quella panchina in riva al mare, “chiudi gli occhi che adesso mancano solo le stelle per rendere questa serata perfetta”.

Le stelle quella notte non c’erano. Ma è stato allora che ho capito fino a che punto riuscisse a spiazzarti una carezza, quanto devastante potesse essere un sorriso. Quindi, quando tu mi parli, parli a una che non si innamora quasi mai, che non aspetta sempre, che non si lascia andare praticamente in nessuna circostanza. Ma quando succede, quando finalmente capita. Tu guardami negli occhi e ascoltami mentre dico, “non mi piace l’idea di essere di qualcuno”. E forse è così che alla fine sentirai: “Non mi piace l’idea di essere di qualcuno che non sia tu”.

“Antò fa caldo”, via libera ai piatti freddi!

Nuova ondata di caldo. Domani è un altro forno.

Con il caldo, si sa, la voglia di cucinare si riduce al minimo. Per chi ancora lavora, poi, il tempo gioca un fattore essenziale sulla scacchiera delle decisioni messe in piedi per il pranzo. Nulla tuttavia impedisce di portare in tavola un piatto sfizioso e succulento, veloce, ma soprattutto freddo.

Scegliete quello che preferite o create il vostro piatto freddo da veri gourmet! 

“Ci amiamo più tardi?”

“Che occhi belli hai oggi”
“Stammi vicino”
“Mi sei mancata”
“Hai freddo?”
“Vieni qui.”
“ma solo se anche a te va bene”
“Che mani grandi hai”
“Hai passato la crema?”
“Odori di buono”
“Ho fame, di te”
“Posso tenerti per mano?”
“Ci amiamo più tardi?”

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